Estratto
dal Forum del
Portale sull'Affidamento
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| Riccardo_Ripoli online Messaggi: 697 |
Il Vangelo di Domenica 23 Ottobre 2004 insegnava "Amerai il prossimo tuo come te stesso" Ogni sabato, dedico un pò di tempo nel pomeriggio alla lettura del Vangelo, con i bambini, in preparazione alla S. Messa del giorno dopo. Cerco sempre nuovi metodi per far capire loro la Parola di Dio e, negli ultimi mesi, ho adottato l'idea di organizzare una piccola scenetta sui fatti narrati nel Vangelo del giorno. Non sempre ciò è stato agevole, in quanto capita che non ci siano parabole o fatti da mettere in scena. Sabato 22 mi sono trovato proprio di fronte a una di queste situazioni ... dovevo inventarmi qualcosa. Mi è venuta un'idea ... fare un gioco con i ragazzi. Ho mandato Samuel ed i più piccoli fuori ad aspettare mie istruzioni. Ho fatto "mascherare" Javier da drogato, Roberto da moribondo, Eleni da donna ricca e Manuel da Dj che vive solo per la musica. I quattro grandi sono entrati perfettamente nella parte. Ad uno ad uno ho chiamato i piccoli, cominciando con Liyone ed evitando che potessero parlare tra loro dopo aver svolto la loro sessione di gioco. Ad ognuno, singolarmente, ho chiesto di entrare in casa, guardarsi attorno e, dopo aver preso visione delle cari situazioni, agire di conseguenza, così come il loro cuore gli suggeriva. Non ho detto altro, nemmeno chi o cosa avrebbero trovato. Alcuni di loro si sono trovati in difficoltà e questo servirà alla nostra psicologa per valutare le motivazioni dei loro blocchi. Ma non è di loro che voglio parlarvi, ma della grande gioia che due dei bambini, Liyone e Marco (mi è stato proibito di fare il suo nome, anche se solo di battesimo), hanno dato a tutti noi, strappandoci delle lacrime e facendoci restare con un bel nodo alla gola per tutta la sera. Liyone entra nella stanza. È confuso. Va dal drogato e gli porta una parola di amore. Va dal moribondo ed anche a lui porta una parola di conforto. Si reca poi dal Dj ed infine dalla donna ricca e chiede loro che gli diano una mano ad aiutare le persone bisognose, ma questi gli rispondono che non gli importa di chi soffre. Per entrambi Liyone ha un gesto di stizza e di critica. Poi è la volta di Marco. Anche lui è confuso, ma non più di tanto. Va dal drogato e lo ripulisce mentre cerca di parlare con lui, lo fa alzare da terra e lo mette a sedere perché in piedi barcollava. Gli toglie pure gli orecchini e i bracciali e gli mette la canottiera alla diritta. Va dal moribondo ed anche con lui cerca di parlare, lo ripulisce dal sangue, gli rifa il letto. Anche Marco si reca prima dal Dj e poi dalla donna ricca ... anche a lui rifiutano il loro aiuto. Ma qui Marco dimostra una cosa incredibile. Diventa logorroico. Fa di tutto per convincere i due che stanno sbagliando a comportarsi in quel modo. Lo fa con dolcezza, con amore, li prende per mano, gli chiede di fargli delle promesse e in cambio gli promette tutto ciò che ha, la sua amicizia. Ho notato nel suo comportamento due cose bellissime, e tanta sensibilità in un bambino di 11 anni è assai rara. Innanzitutto che non ha cercato di cambiare il mondo, non ha rimproverato il drogato, non ha cercato di guarire il moribondo ... non era compito suo. Ha cercato però di donargli dignità. Li ha ripuliti e ha lasciato che chi ne sapeva più di lui facesse il resto, pronto a restargli accanto in ogni momento. Questo è un insegnamento che ci ha lasciato Madre Teresa e che molte persone, io per primo, non recepiscono. Quando vediamo una situazione che sappiamo non essere buon, vorremmo cambiarla ... vorremmo cambiare il mondo. Forse questo è talvolta un bene, ma non dobbiamo perdere di vista che ogni uomo ha la sua dignità e che anche se dovesse morire, vuole e deve morire con la sua dignità di uomo. Secondariamente non ha criticato le persone che potrebbero aiutare e che non lo fanno, ma ha cercato di convincerle a dare qualcosa di sé stessi, anche poco. Ha parlato con loro di principi, non di quantità. Ha utilizzato le loro stesse argomentazioni e non ha mollato finché non li ha convinti. Marco ci ha dato proprio una bella lezione di vita. |
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| rosa Messaggi: 103 |
bellissimo! grazie _________________ rosa |
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| alissa Messaggi: 422 |
Sono orgogliosa di questo Marco! |
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| nunziasoldi Messaggi: 1 |
non ho parole! credimi non riuscivo a leggere! siete delle persone fantastiche. devo dirti una cosa che fino ad oggi non mi sono sentita di dirti, x motivi miei mi sono molto allontanata dalla mia religione e da tutto quello che ne deriva. ma stasera leggendo mi viene da dire una sola cosa DIO esiste e voi nè siete la prova . un bacio a tutti voi. Nunzia. _________________ soldi nunzia |
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| alissa Messaggi: 422 |
Eggià che è così, se poi provi ad andare a messa a Orentano Dio te lo senti proprio accanto. |
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| Carmela online Messaggi: 1 |
mi chiamo Carmela ed è la prima volta che scrivo sul forum dell'Associazione. Quest'estate ho avuto il grande privilegio di vivere con gli "Amici della Zizzi" un'esperienza unica e irripetibile. Ho conosciuto delle persone che mi hanno accolta nella loro famiglia dimostrandomi tutta la loro disponibilità e affetto. Ho potuto toccare per mano una realtà di cui avevo solo sentito parlare. Quello che più mi ha colpito è stato constatare con quanto amore e dedizione Riccardo e Roberta si prendessero cura dei bambini loro affidati. E' stato bello scoprire che in questo mondo non c'é solo egoismo ed indifferenza. Non è da tutti rinunciare alla propria "vita" per potersi dedicare totalmente e gratuitamente a chi ne ha più bisogno. Riccardo e Roberta lo hanno fatto. Avranno pure incontrato mille difficoltà e ostacoli, ma la cosa più importante è che non si sono mai arresi. Nei giorni trascorsi insieme a loro ciò che pur mi ha meravigliala è aver visto negli occhi di quei bambini, che hanno tanta sofferenza alle spalle, la gioia di giocare, di ridere, di scherzare, di vivere perché circondati da persone che gli vogliono un gran bene. In quei giorni più che dare ho ricevuto tantissimo da ognuno di loro e li ringrazio per avermi fatta sentire parte della loro famiglia. Riccardo e Roberta dovrebbero essere un esempio per ciascuno di noi. Così come lo sono stati per Marco che durante un gioco, mentre si rappresentava il brano del Vangelo di domenica ha saputo darci una lezione di vita. A volte i bambini con le loro azioni ci sorprendono perché ci regalano l'emozione di assaporare le vere gioie della vita. Marco con il suo gesto ci insegna tantissimo: a volte basta poco, la sola umiltà, per aiutare chi ne ha veramente bisogno. L'azione del piccolo non è solo espressione della sua sensibilità, ma è anche il frutto dell'amore di due persone che si prendono cura di lui. Nel momento del gioco Marco ha saputo, forse inconsciamente, mettere in pratica i principi, i valori che gli sono stati trasmessi. Forse comincia a comprendere quanto aiuta essere accettato per quello che si è e quanto sia importante essere compreso e perciò ascoltato e amato. In questo "gioco" Marco è stato per gli altri ciò che Riccardo e Roberta sono per lui:presenza, disponibilità e semplicità. Ha voluto donare ciò che a lui stesso viene donato: amore gratuito. Riccardo e Roberta ci testimoniano che "il segreto della felicità è fare della vita un dono" Grazie Amici della Zizzi! |