IL DISEGNO DELLA VITA
Miguel era un bambino poverissimo. La sua casa era una vecchia stalla, senza finestre, dove le pareti ed il soffitto davano l'impressione di voler cadere da un momento all'altro. Vivevano con lui i suoi genitori, tre fratelli e due sorelle. Per dormire sopra uno dei due letti erano stati stabiliti dei turni, e quindi il più delle volte era il pavimento ad accarezzare le stanche ossicina di Miguel.
Nonostante questa grande miseria, Miguel era contento. Due genitori che gli volevano bene, ed un tetto sotto cui riposare erano un lusso che pochi dei suoi amici potevano permettersi.
Suor Domitilla aveva un faccione simpatico, un gran bel sorriso, un po' ingobbita sotto il peso della fatica per il gran lavorare. Il seno enorme, che tentava in ogni modo di nascondere, le aveva dato non pochi problemi fino a qualche anno prima quando, ancora abbastanza giovane e piacente, era oggetto di pressanti attenzioni da parte dei miliziani, che ogni tanto facevano incursioni tra le baracche, ufficialmente alla caccia di qualche terrorista, forse anche loro in cerca di un po' di pace. Non avevano però mai osato mancarle di rispetto per paura dei "suoi angeli", come chiamava la gente in mezzo alla quale abitava, pronti a dare la vita per Suor Tillà. Vivere in mezzo a loro, capirli, entrare nei loro cuori, conoscerli ad uno ad uno … ascoltarli, faceva parte della quotidianità. Anche lei dormiva in un piccolo buco che chiamava casa, ma non gli mancava nulla: un giaciglio di paglia per sdraiarsi tre o quattro ore per notte, un tavolo per insegnare a leggere ai bambini, due sedie, un crocifisso scolpito in un pezzo di legno da alcuni dei suoi ragazzi. Vicino all'unica finestra, il punto più importante della casa, c'era un piccolo leggio con un grande libro … il Vangelo. Era Quella la sua forza. Era Quello che le dava la forza di reagire alle angherie e ai soprusi che i miliziani ed il governo le facevano. Era Quello che la faceva restare … ed i "suoi Angeli" lo sapevano e Gli portavano un gran rispetto. Non passava giorno che qualche bambino non donasse un filo d'erba a Colui che aveva mandato Suor Tillà in mezzo a loro.
Miguel era fra i più assidui frequentatori di "Casa Provvidenza". Aveva già imparato a leggere e a scrivere, mosso dalla curiosità di poter capire l'importanza del Sacro Libro. Ogni giorno, alle prime ore dell'alba, il bambino andava dalla suora ed insieme leggevano un brano del Vangelo. Era, per entrambi, il momento più importante della giornata. Spesso Miguel faceva domande sul significato di certe letture e Domitilla era felice di potergli spiegare il Mistero Divino, la Fede, la Provvidenza. Quando Suor Tillà parlava il piccolo rimaneva estasiato dal suo modo buffo ma profondo di parlare, e pian piano aveva preso a pregare per la sua gente … senza accorgersene canticchiava l'Ave Maria mentre giocava o recitava il Padre Nostro andando verso casa.
Quella mattina non era diversa dalle altre. Un gran caldo sin dall'alba, i soliti odori malsani, l'abituale vocio della gente che si alzava dai propri giacigli nella speranza di riuscire a sopravvivere ancora un giorno. Non era diversa … o forse si, ma Miguel non se ne rendeva conto.
Arrivò da Suor Domitilla e come di consuetudine lessero il Vangelo. La vita delle persone, gli spiegò la suora, è sempre bella perché c'è Dio e bisogna imparare a sorridergli sempre, qualunque cosa ci accada perché è Lui che la vuole. Il motivo non lo sappiamo e forse non lo sapremo mai: noi dobbiamo solo accettare la Sua Volontà e ringraziarlo, vivendo la nostra vita con gioia, perché è solo sorridendo alla Vita che possiamo sperare che la Vita ci sia benevola.
Miguel non capiva il significato di quelle parole: Come può un Dio buono permettere che ci sia tanta miseria, tanto abbandono? La suora non aggiunse altro perché fu chiamata d'urgenza ad aiutare una ragazza di 15 anni a partorire.
Miguel rimase lì con le sue perplessità. Non capiva. Quel giorno proprio non capiva. Si girò e sul tavolo vide un disegno raffigurante una città. Era appena abbozzato. Pensò che la sua amica lo avesse messo sul tavolo per lui, per farglielo finire. Prese allora i pastelli, dallo scrigno della suora, si mise a sedere e cominciò a colorare. Nel mentre entrò un vecchio e si mise sull'altra sedia accanto a lui ad osservare quello che il bambino stava facendo. Miguel non ci fece molto caso perché Casa Provvidenza era un porto di mare … c'era sempre qualcuno che aveva bisogno di Suor Tillà.
Il piccolo mise un grande impegno a colorare la città e non si distrasse nemmeno per un minuto. Quando ebbe finito chiese al vecchio se gli piaceva. Questi non disse nulla: si alzò dalla sedia, gli fece un grande sorriso dandogli una carezza con Amore e … scomparve dalla vista di Miguel. Il bambino rimase impietrito. Non si capacitava di quanto gli era successo. Come aveva fatto quel vecchio a sparire così all'improvviso? Quando qualche minuto dopo fece ritorno nella sua dimora, Suor Domitilla lo trovò ancora così, inebetito. Chiese allora cosa fosse successo, ed il bambino le narrò quanto accaduto. Le mostrò il disegno, le disse del Vecchio, del Suo silenzio, della Sua carezza … di come era scomparso davanti ai suoi occhi. Suor Domitilla allora capì.
Si mise a sedere, prese il bambino in braccio e gli disse: <<Il Signore è entrato in questa casa, è venuto per te. Il disegno non era opera mia, ma del Signore. E' Lui che abbozza i disegni e li lascia volutamente incompiuti. Quando il Signore ti mostra un disegno, l'unica cosa da fare è quella di colorarlo. La tonalità di colore la scegliamo noi. Spetta a noi dare colore alla vita, nostra e di chi ci circonda. Se vedi un povero … quello è il disegno scarno fatto da Dio per te e tu puoi colorarlo, fermandoti con lui, o puoi decidere di non colorarlo passando oltre. La scelta di come aiutarlo sarà il colore che darai alla sua vita, e alla tua vita, il grado di Amore che metterai nell'aiutare Dio a terminare il Suo Disegno. Maggiore sarà il Calore e la Passione che avrai, più colorato e più bello sarà il Disegno.>>
Potrei dirvi che Miguel diventò un missionario e fece grandi cose, ma non è questo il senso della storia. Sta a voi adesso andare per il mondo, armati di pastelli, a colorare i disegni che Dio ha abbozzato. Questo è il Disegno della Vita.
(Riccardo - Orentano, li 2 Ottobre 2003)
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