Affido e Adozione ai Single

In seguito ad un articolo apparso su "Vita" che riporta le posizioni dell'on. Giovanardi e dell'on. Mussolini relativamente all'affido e all'adozione ai Single. La nostra Associazione ha risposto con una lettera aperta inviata anche alle segreterie dei due onorevoli.

Articolo pubblicato su Vita il 24 novembre 2008.

Polemiche sui single
Di Benedetta Verrini
Giovanardi e Mussolini si sono scontrati sull'annuncio di una proposta di legge della Mussolini

Botta e risposta al vertice sulle adozioni ai single tra Carlo Giovanardi, presidente della Commissione Adozioni Internazionali e Alessandra Mussolini, presidente della Commissione parlamentare per l’infanzia. Al centro della discussione l’annuncio della Mussolini, proprio nell’ambito delle celebrazioni per la Giornata sull’infanzia di venerdì scorso, di una prossima proposta di legge che apra la possibilità di adottare ai single. ''Entro fine novembre -ha annunciato Mussolini- presenterò una Pdl sulle adozioni per ridurre i tempi e che consentirà l'adozione, così come accade già per l'affido, anche ai single''.

La presidente l’ha anche illustrata, indicando tre ragioni fondamentali: ''Innanzitutto rendere possibile un'adozione responsabile da parte di persone che sono benestanti e possono adottare bambini più grandi, togliendoli così dagli istituti''. Altro punto, ha proseguito Mussolini, è la previsione ''dell'ascolto e del consenso dei minori, anche sotto i 14 anni, che ora non è consentito''.

Infine una bella bordata anche al sistema degli enti regolato dalla Cai: ''La riduzione di tutti i tempi e la trasparenza massima per quanto riguarda le adozioni internazionali, rivedendo tutti gli enti autorizzati: sono 74. Sono troppi, alcuni -ha sottolineato- fanno solo un'adozione l'anno. Questo non deve essere consentito''.

Pronta e decisamente secca la risposta del sottosegretario alla famiglia Giovanardi, che presiede la Cai e il sistema delle adozioni internazionali:"Il Governo è contrario alla proposta di legge annunciata dall'onorevole Alessandra Mussolini per estendere ai single la possibilità di adottare".
"Nel nostro Paese – ha proseguito Giovanardi - sono migliaia le coppie regolarmente sposate, già ritenute idonee ad adottare, che non riescono a realizzare il loro progetto in tempi ragionevolmente brevi perché il numero dei bambini 'adottabili', in Italia o nei Paesi stranieri, è di gran lunga inferiore rispetto alle richieste". "In pratica – ha concluso Giovanardi - l'idea dell'onorevole Mussolini, a parte le insuperabili obiezioni di molti paesi stranieri che giustamente pretendono una famiglia regolare per i loro bambini, si tradurrebbe in un inutile allungamento della fila o, peggio ancora, in una maggiore disperazione per tutte quelle coppie sposate che si vedessero scavalcate da coppie di fatto o da single".

Da Associazione "Amici della Zizzi"

 

Il fatto che l'ascolto di bambini sotto i 14 anni non sia consentito come dice la Mussolini non è vero, infatti la Legge 8 febbraio 2006, n. 54 prevede che “Il giudice dispone, inoltre, l’audizione del figlio minore che abbia compiuto gli anni dodici e anche di età inferiore ove capace di discernimento”.


            Il giudice dei minori può quindi, se lo ritiene opportuno, ascoltare qualsiasi minore. Spesso viene scelto di non ascoltarli perché c'è l'idea che possano essere indotti, specie se piccoli, a dire cose diverse dai loro reali desideri perché più facilmente manipolabili. Altro motivo è dato dal fatto che un'audizione in tribunale, seppur informale, provoca sempre un certo disagio al bambino, cosa che, se possibile, si cerca di evitare. Infine, altro motivo, è dato dal fatto che i giudici non vogliono che un bambino pensi che il suo destino dipenda dalle cose che è riuscito o meno a dire al giudice, e quindi possa un domani colpevolizzarsi per le cose che ha o che non ha detto.

Affido o adozione ai single. Ogni caso andrebbe valutato. Ci sono situazioni in cui sarebbe cosa buona, ma credo che nella maggior parte dei casi non sia opportuno dare un bambino che ha tanto sofferto ad una persona sola, caricarla di un bagaglio di sofferenze che già difficilmente una coppia riesce a sopportare. I tanti insuccessi di adozioni e affidamenti sono cosa ben nota. Se l'affido o l'adozione venisse dato ad un single, aumenterebbero i casi di abbandono con gravi conseguenze per i minori. Inoltre fra le motivazioni la Mussolini adduce “rendere possibile un'adozione responsabile da parte di persone che sono benestanti”, come se il buon esito di un’adozione o il bene di un bimbo dipendessero dal fatto che la famiglia sia o meno benestante. Aggiunge la Mussolini che tali famiglie potrebbero prendere bambini più grandi. Ma forse l’onorevole non è consapevole del fatto che chi adotta vuole bambini piccoli, che i bambini più grandi non li vuole nessuno perché problematici, che l’adozione ai single è possibile in casi speciali e che se ci fossero single disposti all’adozione di bambini grandi che stanno in “istituto” sarebbero accontentati, purché accettino qualunque bambino e non quello da loro “scelto”.

Le famiglie ritenute idonee all'adozione che aspettano da anni inutilmente un bambino da adottare sono tantissime ... ma il motivo principale di questa attesa è che tutti vogliono adottare bambini piccoli o piccolissimi, mentre nessuno vuole quelli che hanno già avuto problemi o sono troppo grandi. I bambini che sono in istituto non ci sono per loro libera scelta, ma perché nessuno li vuole ... nemmeno i single! Ricordiamoci che se l'adozione non è possibile ad un single (anche se ci sono casi speciali in cui è fattibile), l'affidamento è invece possibile anche ad un single ... ma i bambini continuano a stare nelle strutture perché nessuno, né single, né coppia li vuole perché "troppo grandi", "troppo problematici", "troppo brutti", "troppo .... ". E affidamenti di bambini più grandi sono considerati “Affidi sine die” che si chiamano “affidi” solo perché nessuno li vuole in adozione!

Il vero problema è educare le persone, far loro capire come sia bello aiutare un bambino, un ragazzo senza focalizzare lo scopo solo su se stessi, sui propri desideri. Insegnare alla gente ad amare il prossimo, ad accettarlo per quello che è, questa è la vera sfida e la soluzione a tanti problemi.

Molti obiettano "meglio in casa con un single, piuttosto che in istituto".
Detta in questi termini, l'affermazione mi trova concorde, ma è anche vero che la possibilità di fallimento è elevata e mi chiedo se sia preferibile un ennesimo abbandono o  un "istituto" dove la parola "istituto" va rivista. Le Regioni si sono quasi tutte adeguate alla normativa, stabilendo dei parametri per il funzionamento delle case famiglia (non istituti). Il tutto dipende semmai da come vengono gestite le strutture.

Proposta: perché non unire le forze? Se le case famiglia mancano di affetto e "personalizzazione", se alcuni minori hanno bisogno di un contenimento tale che solo certe comunità sanno loro fornire, se i single sono così ben disposti ad accudire un bambino, un ragazzo ... perché non fare in modo che queste due realtà si incontrino e collaborino. Una sorta di percorso di avvicinamento a lungo termine, una sorta di accompagnamento verso la vita, dove ognuno mette in campo le proprie capacità e disponibilità.

Perché stare sempre a litigare se una cosa è bianca o nera? La politica dovrebbe servire a dialogare al fine di trovare soluzioni comuni, fare dei tentativi per migliorare la vita dei cittadini.
Noi cittadini siamo stufi di vedere sempre i politici bisticciare, polemizzare, litigare su questioni che non trovano mai una soluzione e dove sono le fasce più deboli a subire.
Quindi perché Mussolini e Giovanardi non vi mettete ad un tavolo a parlare, a dialogare e a trovare percorsi alternativi, ascoltando chi magari conosce la realtà delle cose meglio di voi per averla vissuta.

La mia esperienza è fatta di 22 anni di vita accanto a bambini di famiglie problematiche. Ho aiutato e conosciuto più di 500 di questi bambini e ragazzi. Vivere sulla propria pelle tante esperienze ti fa capire quale sia il limite tra teoria e pratica.

                            Riccardo Ripoli
Presidente “Associazione “Amici della Zizzi” onlus”

Livorno, li 23 Dicembre 2008



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